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Manovra di sorpasso sicura in autostrada: il controllo dimenticato che fa davvero la differenza

Lorenzo Scarattidi Lorenzo Scaratti· 27/08/2026 14:58
Manovra di sorpasso sicura in autostrada: il controllo dimenticato che fa davvero la differenza

Ho imparato il sorpasso in autostrada prima in officina e poi sull’asfalto vero, tra piogge estive violente e notti gelide di soccorso. C’è un gesto semplice che separa la manovra pulita dal rischio inutile: farlo sempre, farlo bene, farlo naturale. Qui trovate la procedura spiegata come al banco del lavoro, domanda dopo domanda.

Qual è il controllo dimenticato che rende davvero sicuro il sorpasso?

È il controllo spalla dell’angolo cieco. Girare brevemente la testa, senza perdere la traiettoria, verifica ciò che gli specchi non mostrano e chiude l’unico buco informativo che può costare caro. Fatto un attimo prima di spostarsi, evita conflitti con chi sopraggiunge veloce.

Gli specchi raccontano molto, ma non tutto: il punto morto laterale esiste su ogni auto, a maggior ragione su suv e furgoni. Il “colpo d’occhio” va sincronizzato con freccia inserita e lieve pressione sull’acceleratore. Non è uno sguardo lungo: è un check di mezzo secondo, netto e mirato, sul lato verso cui vi spostate. In gergo d’officina lo chiamiamo “chiudere la pratica dell’Angolo cieco”.

In che ordine vanno fatti i controlli prima di uscire in corsia di sorpasso?

Controllo specchietto interno, specchietto laterale, valutazione della distanza, freccia, pre-carico di potenza e controllo spalla, poi cambio corsia fluido. Questa sequenza riduce i buchi e sincronizza la vostra mossa con ciò che accade dietro e di lato.

In pratica: 1) specchio interno per leggere chi arriva veloce; 2) specchio esterno sinistro per capire l’occupazione della corsia; 3) stima degli spazi; 4) freccia almeno tre lampeggi prima di muovervi; 5) lieve incremento di velocità, così chi vi segue interpreta la manovra; 6) controllo spalla; 7) ingresso deciso ma progressivo in corsia. Tenete il volante morbido: gli spostamenti bruschi confondono gli altri.

Quanto spazio e differenza di velocità servono per un sorpasso fluido?

Servono almeno 2-3 secondi di margine dal veicolo dietro in corsia di sorpasso e 1-2 secondi dal veicolo che intendete superare. Una differenza di 10-20 km/h rispetto al veicolo sorpassato consente di stare poco tempo affiancati.

Tradotto: se viaggiate a 120 km/h e chi sta davanti è a 110, portatevi a 125-130 solo per il tempo necessario. Più state affiancati, più aumentano i rischi di cambi di traiettoria o frenate inattese. Dopo il sorpasso, rientrate quando vedete l’intero frontale dell’auto superata nello specchietto interno e ripristinate la vostra andatura da crociera.

Quando il sorpasso è vietato o sconsigliato in autostrada?

È vietato sorpassare a destra e tagliare corsie senza segnalazione, ed è sempre sconsigliato in visibilità ridotta o con fondo molto bagnato. Le regole del Codice della strada impongono prudenza su tratti con segnaletica di pericolo, restringimenti e traffico intenso.

Evitate la manovra se vedete frecce ambigue del veicolo davanti, se il flusso in corsia di sorpasso è molto più rapido del vostro, o se la pendenza in salita “schiaccia” i mezzi pesanti costringendoli a scarti di velocità. In gallerie, su viadotti con vento laterale forte e durante acquazzoni, la priorità è la stabilità, non il guadagno di qualche secondo.

Come usare correttamente frecce e specchi con i moderni ADAS?

Gli ADAS aiutano, ma non sostituiscono occhi e giudizio. Usate l’allerta angolo cieco come conferma, non come guida, e mantenete la sequenza completa: freccia, specchi, controllo spalla, ingresso.

I sistemi di monitoraggio corsia e angolo cieco dei Sistemi avanzati di assistenza alla guida possono non rilevare moto o veicoli molto vicini, specie su asfalto bagnato o con sporco sui sensori. Tenete pulite camera e radar, disattivate solo se realmente necessario (ghiaccio, fango) e ricordate che l’assistente di corsia può irrigidirsi in ingresso: impugnate saldo ma senza forzare, così il volante non vi sorprende.

Cosa faccio se chi davanti rallenta o accelera mentre sto sorpassando?

Se rallenta, completate il sorpasso con decisione ma senza strafare, mantenendo la differenza di velocità controllata. Se accelera, valutate in un attimo: o aumentate moderatamente per chiudere la manovra, o rientrate dietro se gli spazi non bastano.

La scelta dipende da margine e traffico dietro. Tenete sempre una via di fuga: lo specchio interno va consultato anche a metà manovra. Non incaponitevi; la fretta alimenta l’errore. Meglio rimandare di 10 secondi che restare a lungo affiancati creando una colonna.

E con pioggia, notte o traffico intenso, cambia qualcosa?

Sì: allungate gli spazi e riducete la differenza di velocità. Di notte e con pioggia, i tempi di percezione e frenata crescono; il sorpasso deve essere più breve e più deciso, ma pianificato con calma.

Con asfalto bagnato, occhio all’aquaplaning in uscita di scia, dove l’acqua si accumula tra le corsie. Di notte, evitate di “tuffarvi” davanti tagliando l’illuminazione altrui: rientrate solo quando vedete bene nei vostri specchi e non costringete il sorpassato a frenare. Nel traffico denso, chiedetevi se il guadagno vale il rischio di continue accelerazioni e rientri.

Sorpasso dei mezzi pesanti: quali accortezze extra servono?

Serve più spazio, più pazienza e un controllo spalla ancora più rigoroso. I camion hanno angoli ciechi lunghi e scie turbolente; occorre completare la manovra con un delta velocità leggermente maggiore e senza restare affiancati.

State attenti all’“effetto risucchio”: l’aria spinge e poi rilascia, soprattutto con vento laterale. Tenete la traiettoria un filo esterna alla linea di mezzeria per non farvi attirare. Quando rientrate, non tagliate mai: aspettate di vedere interamente la griglia del camion nello specchio interno. E ricordate che lo spray d’acqua sollevato riduce la visibilità: tergi in automatico va bene, ma preparate il lavavetro manuale per mantenere pulito il parabrezza.

Perché molti sbagliano tempi e traiettoria del rientro?

Perché rientrano a vista corta e senza un riferimento chiaro. Il segnale è semplice: appena lo specchio interno mostra il frontale completo del veicolo superato, potete rientrare con una traiettoria dolce e progressiva, senza tagli né frenate.

Abituatevi a “contare” mentalmente un secondo dopo aver visto il frontale, così garantite una coda d’aria che evita di costringere l’altro a frenare. Ricordate: rientrare è una manovra tanto importante quanto uscire, e va annunciata con freccia e coerenza di velocità.

Come mi preparo al sorpasso già dalla posizione di guida?

Sedile, specchi e sguardo fanno metà lavoro. Specchi esterni regolati in modo da ridurre la sovrapposizione con l’interno limitano l’angolo cieco; schiena ben appoggiata e braccia rilassate facilitano lo scarto pulito.

Mantenete lo sguardo alto: leggere 300-400 metri davanti anticipa turbolenze e interruzioni del flusso. Se montate pneumatici con usura disomogenea, ricordate che nei cambi corsia la spalla più consumata può “seguire” i solchi del bitume: micro-correzioni, non strattoni.

Domande rapide

  • Posso sorpassare con il cruise control inserito? Sì, ma meglio usare l’acceleratore per un delta pulito e poi ripristinare.
  • Il blind spot warning basta da solo? No, è un supporto: fate sempre il controllo spalla.
  • Quanto devo tenere la freccia? Almeno tre lampeggi prima e fino a manovra quasi conclusa.
  • Meglio sorpassare più auto insieme? Solo se gli spazi sono evidenti e continui; altrimenti uno per volta.
  • Se mi lampeggiano dietro? Valuto margine e, se possibile, lascio passare prima di iniziare la manovra.

Parola di chi ha passato trent’anni tra chiavi e chilometri: il sorpasso sicuro non è una prodezza, è una procedura. E quel mezzo secondo di controllo spalla fa la differenza tra un rischio sfiorato e una strada che fila liscia.

Lorenzo Scaratti
Lorenzo Scaratti

Dalla provincia toscana, Lorenzo ha iniziato come garagista nell'officina del padre e ha maturato trent'anni di esperienza tra auto d’epoca e modelli moderni. Ha vissuto personalmente tanti soccorsi su strada, dalla pioggia battente d'estate alle notti d'inverno, aiutando automobilisti in difficoltà e imparando trucchi preziosi sul campo.