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Esenzione bollo per auto storiche: la procedura che ti fa davvero risparmiare sull’immatricolazione

Cristiano Meonidi Cristiano Meoni· 19/08/2026 17:21
Esenzione bollo per auto storiche: la procedura che ti fa davvero risparmiare sull’immatricolazione

Per anni ho caricato sul pianale spider d’epoca rimaste a secco a due passi dal casello e utilitarie con targhe nere bloccate dal caldo d’agosto. Ho imparato che, quando si parla di auto storiche, il guasto più costoso non è sotto al cofano: è nella burocrazia. Oggi ti spiego, con taglio pratico, come ottenere davvero l’esenzione (o la riduzione) del bollo e come impostare l’immatricolazione in modo da risparmiare, senza inciampare nelle trappole più comuni.

Che cos’è un’auto storica oggi: cornice legale e cosa cambia sul bollo

Non basta l’età anagrafica per essere “storica” agli occhi della legge. Il riferimento è l’articolo 60 del Codice della Strada, che inquadra i veicoli di interesse storico e collezionistico: in pratica, mezzi con almeno 20 anni, conservati o restaurati in modo conforme e riconosciuti da registri ufficiali. A questo si aggiungono le regole fiscali regionali sul bollo, che determinano esenzioni o riduzioni.

Il quadro attuale, semplificando, è questo:

  • Veicoli tra 20 e 29 anni: possono ottenere la riduzione del bollo (fino al 50% in molte regioni) se dotati di Certificato di Rilevanza Storica (CRS) rilasciato da enti riconosciuti. La misura discende dalle modifiche introdotte negli ultimi anni dai provvedimenti nazionali di bilancio e recepite dalle regioni.
  • Veicoli con 30 anni o più: spesso beneficiano di esenzione totale o del passaggio alla tassa di circolazione ridotta solo se circolano, ma la disciplina precisa varia per regione. In diverse aree l’esenzione è automatica, in altre occorre un’istanza o il CRS.

In sintesi: l’età conta, ma il certificato storico fa la differenza e la regola effettiva la decide la tua regione di residenza. Per orientarsi conviene partire dalla definizione di veicolo storico prevista dall’Art. 60 Codice della Strada.

La procedura passo-passo: dal certificato all’esenzione bollo

Chi mette mano per primo ai documenti risparmia per davvero. L’ordine delle mosse è fondamentale per non pagare bolli non dovuti o spese doppie all’atto dell’immatricolazione o della reimmatricolazione.

Ecco il percorso collaudato sul campo:

  1. Verifica dell’idoneità
    Raccogli i dati del veicolo: anno di prima immatricolazione, numero di telaio, eventuali modifiche. Se è fedele all’origine (vernice, cerchi, fari, interni), sei già a buon punto. Le linee guida dei registri storici richiedono conformità ai dati del costruttore.
  2. Richiedi il CRS
    Contatta un registro riconosciuto (ad esempio ASI, FMI per le moto, o i registri di marca) e avvia la pratica per il Certificato di Rilevanza Storica. Servono foto dettagliate, scheda tecnica e, talvolta, una perizia del commissario tecnico. Tempi medi: 30-90 giorni. Costi variabili ma in genere nell’ordine di qualche centinaio di euro tra tessera, iscrizione e pratica.
  3. Se devi immatricolare o reimmatricolare
    Per veicoli importati, radiati d’ufficio o privi di documenti completi, prenota in Motorizzazione la visita e prova, allegando il CRS. Il certificato semplifica l’inquadramento tecnico e, in molte province, abilita a imposte ridotte nella fase di trascrizione al PRA. Qui entra in gioco il Pubblico Registro Automobilistico.
  4. Iscrizione/trascrizione al PRA
    Con targa assegnata o reimmatricolata, trasmetti la pratica al PRA. L’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT) può essere ridotta o forfettaria per veicoli storici, ma la misura dipende dalla provincia. Informati sul sito della tua Provincia o presso le delegazioni ACI: la differenza può essere significativa.
  5. Richiesta esenzione o riduzione del bollo
    Sul portale regionale del bollo o tramite ACI, verifica se l’esenzione è automatica con l’età del mezzo o se occorre presentare domanda allegando il CRS. Molte regioni incrociano i dati e attivano l’esenzione d’ufficio per i mezzi ultratrentennali; per la fascia 20-29 quasi sempre è necessario il certificato.

Sequenza chiave: prima il CRS, poi la Motorizzazione e il PRA, infine la posizione fiscale regionale. Farlo al contrario spesso significa pagare una prima annualità intera e dover chiedere rimborsi con tempi lunghi.

Come risparmiare davvero sull’immatricolazione: gli snodi che contano

Il risparmio all’atto dell’immatricolazione o reimmatricolazione si gioca su due fronti: imposte e diritti. Ecco dove incide il “percorso storico”.

  • IPT agevolata: in numerose province l’IPT per veicoli storici è ridotta o calcolata in misura fissa, indipendentemente dai kW. Per beneficiarne serve che il veicolo sia riconosciuto storico al momento della trascrizione. Tradotto: porta il CRS con te fin dal primo appuntamento.
  • Diritti motorizzazione: la visita e prova per veicoli d’epoca può avere modulistica specifica e, in alcuni uffici, corsie dedicate. Preparare fascicoli fotografici e dati tecnici coerenti con il CRS evita ripetizioni di collaudi (cioè doppie spese e tempi persi).
  • Esenzione o riduzione bollo immediata: se la regione prevede l’automatismo per i 30+, fai in modo che l’anzianità sia correttamente registrata nei sistemi al momento dell’emissione della targa. Se è fascia 20-29, carica subito il CRS sul portale regionale: spesso lo sconto decorre dall’annualità corrente.

Esperienza dal carro: ho visto troppi proprietari arrivare al PRA senza il CRS e pagare un’IPT “piena” su auto potenti, salvo poi scoprire l’agevolazione a pratica chiusa. Recuperare dopo è possibile, ma non sempre: le province applicano criteri restringenti sui rimborsi.

Importazione, radiazione e “targhe nere”: i casi particolari

Se l’auto arriva dall’estero, o se in Italia è stata radiata d’ufficio per mancato pagamento del bollo, la via maestra resta la stessa: ottenere il CRS prima di avviare la pratica. Nelle importazioni da UE, la scheda tecnica originale o la certificazione del costruttore allineata al CRS facilita il collaudo.

Per i veicoli radiati d’ufficio, spesso è possibile il reintegro previa verifica tecnica e pagamento degli oneri dovuti per la riammissione. Qui il CRS aiuta a qualificare il mezzo come storico, con impatti positivi su IPT e, talvolta, sulla tipologia di tassa automobilistica applicata a regime.

Capitolo “targhe nere”: oggi, in determinati casi, è possibile richiedere l’assegnazione di una targa storica conforme al periodo, se prevista dalla normativa vigente e se la targa originaria è reperibile o ricostruibile secondo i registri. La domanda si gestisce in Motorizzazione, ma varia per tempistiche e requisiti. È un dettaglio estetico? Sì, ma incide anche sul valore collezionistico e, quindi, sull’assicurazione dedicata.

Regole regionali: dove cambia e come non sbagliare

La materia del bollo è in gran parte regionale. Questo significa che due auto gemelle pagano cifre diverse a Milano e a Napoli. La buona notizia è che le regioni pubblicano guide aggiornate: vale sempre la pena consultarle prima di qualsiasi pagamento.

I nodi ricorrenti che incontro nelle consulenze sul campo:

  • Esenzione automatica non sempre automatica: in alcune regioni l’ultratrentennale è esente senza domande, altrove serve un’autodichiarazione. Se paghi per errore, la richiesta di rimborso ha finestre temporali strette.
  • CRS e allegati: alcune piattaforme regionali chiedono il numero di omologazione, altre un set fotografico. Prepara tutto in un’unica cartella digitale per accelerare.
  • Veicoli 20-29 anni: lo sconto non è scontato. Non dare per acquisito il -50%: controlla che il tuo CRS riporti in modo esplicito la “rilevanza storica e collezionistica” e che il modello rientri nelle liste o nei criteri adottati localmente.

Secondo i dati del settore e le indicazioni diffuse da ACI e regioni, l’allineamento informatico tra Motorizzazione, PRA e banche dati regionali è migliorato, ma non è infallibile. Se qualcosa non torna, apri subito un ticket con la tua regione o rivolgiti a una delegazione ACI: prima si interviene, meno si paga.

Documenti, tempi e costi: la checklist da tenere nel cruscotto

Per non sprecare giornate tra sportelli, ecco l’essenziale:

  • Identità del veicolo: carta di circolazione (se presente), documenti esteri in caso di import, visura o estratto cronologico PRA.
  • CRS originale e copia digitale; eventuale Certificato d’Identità (CdI) se rilasciato dal registro.
  • Foto aggiornate: esterni, interni, vano motore, numero telaio leggibile.
  • Ricevute: pagamenti diritti motorizzazione, imposta di bollo, IPT (con dettaglio tariffario agevolato, se applicato).

Tempi medi realistici:

  • CRS: 1-3 mesi, a seconda del registro e del periodo.
  • Visita e prova: 2-6 settimane per appuntamento, più consegna documenti.
  • PRA e targa: pochi giorni dopo la chiusura pratica, se la documentazione è completa.

Costi indicativi: tra iscrizioni, diritti e bolli, preparati a 400-900 euro per una pratica lineare, esclusa l’IPT che può oscillare molto per potenza e provincia. Con l’agevolazione storica, l’IPT può ridursi sensibilmente: è lì che si gioca gran parte del risparmio all’immatricolazione.

Assicurazione e revisione: gli altri due tasselli che incidono

Molte compagnie offrono polizze dedicate ai veicoli storici, con premi inferiori a condizione di un uso limitato o di un garage. Prima di immatricolare, chiedi un preventivo citando il CRS: spesso la tariffa cambia proprio grazie a quella sigla.

Quanto alla revisione, resta biennale per la maggior parte dei veicoli storici circolanti, con attenzione particolare a impianto frenante, pneumatici e luci. Secondo le linee guida europee sulla sicurezza dei veicoli storici, la conformità all’origine non giustifica carenze funzionali: freni e gomme devono essere efficienti, punto.

Dalla strada al portafoglio: manutenzioni che evitano spese pazze

Da chi ha passato notti a tirare fuori Giulia e 500 d’epoca dalle piazzole, il consiglio più economico è semplice: prevenire.

  • Raffreddamento: radiatori e manicotti vecchi tradiscono d’estate. Un lavaggio circuito e un manicotto nuovo costano meno di un motore cucinato a Ferragosto.
  • Alimentazione: tubi benzina e filtro sostituiti riducono i vapour lock e gli incendi da trafilamento. Sui carburatori, una taratura fatta da chi conosce i modelli storici vale oro.
  • Elettrico: massa carrozzeria pulita e batteria con mantenitore. Metà dei soccorsi invernali che ho fatto su d’epoca erano per contatti ossidati.
  • Freni e gomme: tubi in gomma e mescole vecchie allungano gli spazi di arresto. In revisione non perdonano e, in strada, costano caro.

Meno fermi tecnici significa meno bolli pagati “a vuoto” e meno rischi di perdere agevolazioni per mancata circolazione controllata. Anche il fisco, in fondo, premia la gestione ordinata.

Domande frequenti che ricevo in officina e in piazzola

  • L’esenzione è automatica a 30 anni? Spesso sì, ma dipende dalla regione. Verifica se serve un’istanza e, in caso, allega il CRS.
  • Per i 20-29 basta l’età? No. Serve il CRS e, talvolta, rientrare in elenchi o criteri regionali.
  • Se pago il bollo per errore, posso chiedere rimborso? Di norma sì, entro termini precisi e con documentazione. Agisci subito.
  • L’IPT è sempre ridotta per storiche? Dipende dalla provincia. Informati prima di trascrivere al PRA.
  • Posso ottenere la targa d’epoca? In alcuni casi, secondo normativa e disponibilità. La pratica passa dalla Motorizzazione.

La rotta giusta in tre mosse

Se devo riassumere anni di notti in autostrada e pratiche al banco:

  • Fai il CRS prima di tutto: è la chiave che apre sia l’agevolazione bollo sia gli sconti su immatricolazione e trascrizione.
  • Allinea subito Motorizzazione e PRA: stessa documentazione, foto chiare, dati coerenti.
  • Blocca l’esenzione sul portale regionale: non dare per scontato l’automatismo, carica il certificato e controlla l’esito.

Secondo le prassi delle amministrazioni e i dati di settore, seguendo questo percorso si riducono tempi e costi fino a tagliare in modo sensibile la prima spesa di immatricolazione e la tassa automobilistica negli anni successivi. Non servirà il carro attrezzi per la burocrazia.

Cristiano Meoni
Cristiano Meoni

Cristiano ha passato decenni sulle autostrade italiane come addetto al carro attrezzi, girando giorno e notte per soccorrere automobilisti bloccati. Ha una memoria ricca di situazioni particolari, dalla batteria scarica in galleria al motore surriscaldato in pieno agosto, e adora insegnare semplici controlli preventivi.