Abbaglianti: quando usarli davvero e l’accorgimento che evita problemi agli altri automobilisti

Chi guida di notte, specie con l’arrivo delle prime piogge serali e dei tragitti extraurbani del weekend, si chiede quando accendere gli abbaglianti, dove usarli in sicurezza e perché possono diventare un problema per chi arriva in senso opposto. La risposta riguarda tutti gli automobilisti, oggi e nei prossimi mesi, perché una luce gestita bene fa davvero la differenza.
Dove e quando si possono usare gli abbaglianti
Gli abbaglianti hanno una funzione precisa: illuminare lontano, su strade buie e prive di illuminazione pubblica. La regola generale è semplice: fuori dai centri abitati, di notte o con visibilità molto ridotta, quando non stai seguendo da vicino un altro veicolo e non ne incroci uno in arrivo.
In ambito urbano ben illuminato non servono: lì bastano gli anabbaglianti. In galleria si usano gli anabbaglianti, non gli abbaglianti. Per segnalare un pericolo improvviso o per richiamare l’attenzione, è consentito un breve lampeggio, non l’uso prolungato.
Il quadro normativo è tracciato dal Codice della strada, che impone di commutare sugli anabbaglianti in prossimità di altri utenti per evitare l’abbagliamento. Non è solo buon senso: è una regola di sicurezza primaria, perché il bagliore frontale toglie percezione dei margini e ritarda i tempi di reazione di chi incroci.
Incrocio, sorpasso e curve: le regole di convivenza
In incrocio, passa agli anabbaglianti appena avvisti i fari dell’altro veicolo, non all’ultimo secondo. Idem quando segui qualcuno: se vedi gli specchietti dell’auto davanti, significa che lo stai illuminando direttamente. In quel caso, anabbaglianti finché non completi il sorpasso.
Nelle curve cieche su strade di campagna, meglio prevenire: commuta sugli anabbaglianti prima dell’ingresso in curva. Se arrivi in cima a un dosso, non aspettare di scollinare: riduci il fascio già nella parte finale della salita.
Un istruttore di guida sicura che ho consultato riassume così: “L’abbagliante è un coltello affilato: serve quando taglia il buio lontano, ma va riposto appena c’è qualcuno vicino”. Un’immagine efficace per ricordare che non è un interruttore da dimenticare acceso.
L’accorgimento chiave: regola il correttore assetto fari
C’è un gesto semplice che evita di infastidire gli altri: usare il correttore assetto fari. È la rotella (o il comando nel menu) che abbassa il fascio quando l’auto è carica dietro. Ogni bagagliaio pieno, ogni passeggero aggiunto, alza involontariamente il “naso” dell’auto e quindi il punto in cui vanno a finire i tuoi fari: dritto negli occhi di chi incroci.
La regola pratica: prima di partire con il baule pieno o con tre persone sul divano posteriore, abbassa il fascio di uno o due scatti. Fai una prova davanti a un muro a tre metri di distanza: la linea di taglio degli anabbaglianti deve restare sotto l’altezza dei tuoi fari. Poi, in marcia, verifica che la luce non “spari” troppo lontano e che i cartelli non siano sovrailluminati in alto.
Se la tua auto ha assetto automatico, verifica che funzioni: all’accensione i fari dovrebbero autolivellarsi. Se noti irregolarità (fascio ballerino, persone abbagliate che ti lampeggiano spesso), un controllo in officina è doveroso. Con i gruppi ottici moderni a Tecnologia LED, la distribuzione della luce è molto precisa: basta poco per sregolarla e creare fastidio.
Un secondo accorgimento: tieni pulite le lenti dei fari, soprattutto d’inverno. Un velo di sporco diffonde il fascio verso l’alto. Io ho l’abitudine, ereditata dalla zia che gestiva l’autofficina di famiglia, di passare un panno in microfibra ai fari ogni due rifornimenti: due minuti ben spesi.
Errori comuni e miti da sfatare
- Abbaglianti in città: inutili e fastidiosi. L’illuminazione pubblica e gli anabbaglianti bastano.
- Fendinebbia al posto degli abbaglianti: non sono equivalenti. I fendinebbia illuminano basso e vicino, servono in nebbia o pioggia intensa, non per “fare più luce” sempre.
- Distanza di sicurezza ignorata: se ti avvicini troppo, anche gli anabbaglianti possono dare noia negli specchietti di chi ti precede.
- DRL scambiati per anabbaglianti: le luci diurne non sostituiscono gli anabbaglianti di notte o in galleria. Ricordati di girare la manopola.
- Affidarsi ciecamente agli automatismi: gli abbaglianti automatici sono utili, ma non infallibili con pioggia o riflessi. Il guidatore resta responsabile.
Un episodio su strada: la piccola regolazione che salva la serata
Agosto, rientro dalla costa con tre amici e il baule pieno di ombrelloni. In Appennino, sulla statale, due auto di fronte mi lampeggiano a ripetizione. Capisco: fascio alto. Mi fermo in una piazzola, ruoto la rotella del correttore da 0 a 2 e rifaccio un tratto: niente più lamenti, visuale migliore sul nastro d’asfalto e cartelli meno abbagliati. Da allora, quando carico l’auto per i viaggi estivi, la regolazione è il mio primo gesto prima di mettere la marcia.
Checklist rapida prima di partire
- Controllo fari su muro: linea di taglio sotto l’altezza dei proiettori.
- Regola il correttore assetto con bagagliaio/passeggeri a bordo.
- Pulisci lenti e specchi; sostituisci lampade ingiallite o fioche in coppia.
- Verifica il funzionamento della commutazione abbagliante-anabbagliante.
- Ricorda: abbaglianti solo su strade buie, spegnili con traffico in vista.
Usare bene gli abbaglianti significa vedere lontano senza “accecarsi” a vicenda. La tecnologia aiuta, ma resta decisivo il comportamento del guidatore: commutare in anticipo, mantenere la distanza e soprattutto regolare l’assetto dei fari quando l’auto è carica. È l’accorgimento più semplice, economico e immediato per guidare sereni e far guidare sereni gli altri.

